0

L’autunno dolce e colorato del caco

Il caco o kaki è un albero da frutto delle angiosperme, le specie vegetali al vertice della catena evolutiva:  un sinonimo disusato in italiano è diospiro o diospero (dal greco: “frutto degli dei”), derivante dal nome scientifico Diospyros kaki. La pronuncia kaki denota l’origine giapponese del nome. In base a essa, la parola “caco” è scorretta: sarebbe corretto dire “cachi” invariabile sia al singolare che al plurale, ma si tratta di uno di quegli errori che hanno finito per prevalere nell’uso diventando regola. Regola che ammette eccezioni anche secondo il luogo: in Sicilia si pronuncia cachì con accento tronco, nel Lazio è detto cachino, altrove loto o diospero, e diospereto indica ovunque la piantagione.

Immagine della pianta del caco

Pianta del caco in inverno

Origini e varietà

Originario del lontano Oriente, India e Giappone, giunge a fine ’700 in Europa da Calcutta in seguito alla colonizzazione inglese del subcontinente indiano, nel 1870 compare nel giardino di Boboli a Firenze come pianta ornamentale, poco dopo a Palermo, e negli anni venti del Novecento se ne avvia la coltivazione in Campania, per diffondersi rapidamente in varie zone del nostro Paese dove prevalga un buon soleggiamento, terreno ricco di humus, clima mite poco ventoso.

È pianta autunnale: il fogliame poco fitto fa risaltare i grandi frutti di intenso color arancione ramato. 

Varietà diffuse in Italia

Le principali sono: Loto di Romagna (color giallo-arancio, buccia fragile, gusto dolcissimo), Vaniglia della Campania (di non facile coltivazione e bassa resa, subisce la concorrenza straniera, ma quanto a qualità nutrizionale e di gusto è impagabile), Fuyu, Kawabata, Suruga, Cioccolatino (dai frutti più piccoli e più tendenti al rosso, polpa morbida e sapore dolce intenso).

Di recente diffusione commerciale è il caco mela, o cacomela o kaki mela, il quale non possiede una grande concentrazione di tannini: è il motivo per cui può essere consumato anche immaturo, per chi predilige la sua consistenza più dura.

Immagine cachi cielo blu

Immagine cachi d’autunno con un meraviglioso cielo blu

Pregi e proprietà nutrizionali

Il cachi è per i quattro quinti fatto di acqua, gli zuccheri sono il 18 per cento, pochissimi i grassi (lo 0,5 per cento) così come le proteine. Dunque è alimento raccomandato per la dieta: l’apporto calorico è di 65 kcal per 100 grammi. La vitamina C e quelle del gruppo B sono presenti in discreta quantità, ben maggiore è invece la vitamina A di cui il cachi è ricchissimo (secondo solo all’albicocca), notevole anche la quota di beta-carotene, calcio e potassio. I nutrizionisti segnalano il tasso di zuccheri consigliando moderazione ai diabetici, sottolineando invece le capacità diuretiche e lassative, depurative del fegato, del pancreas e della milza, oltre a quelle di rafforzare le difese immunitarie. È inoltre un efficace anti-batterico nelle gastroenteriti e nelle affezioni intestinali.

Immagine di cachi

Infine, si consideri quanto il cachi sia una coltivazione di alto valore ecologico, poiché lungo tutto il suo ciclo vitale e produttivo non necessita di trattamenti e sussidi anti-parassitari.

Curiosità

Kaki è anche il nome di un colore: nulla a che vedere con quello del frutto, ha inoltre tutt’altra origine etimologica. Indica il colore sempre uguale di una distesa interminabile di terra polverosa, arida, riarsa, desertica, assolata. Viene dall’inglese khaki, a sua volta dall’indostano kaki e dall’antico persiano khâk, che significa appunto polvere. Fu adottato per le uniformi dei corpi militari inglesi di stanza in India, preferito per la capacità mimetica su quei terreni. In tale uso il termine cachi, o meglio kaki, è indeclinabile.

Caco è un personaggio mitologico dell’antica Roma: è figlio di Vulcano, dunque può essere identificato come una delle divinità legate al fuoco. Si racconta di lui che rubò gli armenti conquistati da Ercole con la vittoria su Gerione, nascondendoli nella sua grotta sull’Aventino. Ma Ercole lo trova e l’uccide. Lo cita Dante nell’Inferno collocandolo fra i ladri: non è chiaro se sia un demone che infligge tormenti ai dannati o un peccatore egli stesso. Nella fantasia visionaria dantesca è descritto come un centauro che porta sul dorso una gran massa di serpi e un drago che vomita fiamme agitando le ali.

Crediti: Pianta del caco; Ramo di Cachi; Cachi sul vassoio 
Immagine di copertina: Cachi; Ramo della pianta di cachi

Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *