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Come fare il vin brûlé a casa

Il vin brûlé (in francese letteralmente “bruciato”) ha diffusione da tempi antichissimi in tutta la cultura alimentare europea, nelle varie tradizioni locali questo vino aromatizzato si identifica per differenti ricette oltre per il nome: da noi appunto vin brulè scritto in diverse grafie, nei paesi anglofoni mulled wine, in Francia vin chaud, in Germania Glühwein, nelle terre scandinave glogg.

Immagine di vin brûlé

Vin brûlé in bicchiere di vetro

Si hanno notizie certe di una tale bevanda in uso già nell’Antica Grecia, incerta è invece la sua composizione, e con quali varianti venne ereditata dai Romani. Il cui primo vero esperto di cucina fu Marco Gavio Apicio: la sua biografia è povera di notizie, date e documenti certi, le cronache lo tramandano come un popolare e riconosciuto gourmet, famoso al tempo dei primi imperatori per aver compilato un vero e proprio trattato, De re coquinaria (appunto L’arte culinaria) composto di dieci libri in cui erano raccolte e illustrate circa cinquecento ricette.

Una di esse cita un vino scaldato cui si mescolano vari aromi e spezie, con prevalenza di pepe, reso più dolce e gradevole dall’abbondante aggiunta di miele: consigliato a fine pasto come bevanda digestiva. Era il vinum conditum, uno dei cosiddetti vina ficticia, cioè corretti, trattati con ogni varietà di sentori provenienti da frutti, bacche, spezie, fiori, erbe aromatiche.

Tale ricetta si conserva quasi immutata lungo tutto l’Alto Medioevo, sino a quando il predominio assoluto del pepe adoperato a profusione in ogni preparazione solida e liquida viene soppiantato dall’avvento della cannella, che diventa ingrediente essenziale del cosiddetto Elisir di giovinezza, preparato con vino rosso e bianco in egual misura scaldati sulla fiamma e arricchiti di miele, cannella, chiodi di garofano, spicchi di arancia e di limone.

Immagine di spezie per il vin brûlé

Spezie per il vin brûlé

L’avvento di altre spezie come cumino, anice, coriandolo, e successivamente noce moscata e cardamomo davano agio a ogni speziale, oste o vinattiere del Trecento di preparare vini caldi speziati dalle più fantasiose ricette.

Molte delle quali non erano soltanto digestive, ma anche balsamiche e terapeutiche, con l’intento dichiarato di curare, o almeno preservare da piccoli o fastidiosi malanni, specie quelli causati dal freddo e dalle intemperie invernali, dunque medicamenti sintomatici contro il mal di gola, gli stati febbrili da raffreddore o costipazione.

Immagine di vin brûlé in bicchiere di vetro

Vin brûlé con vino rosso in bicchiere di vetro

Ippocrasso è uno dei nomi che ha assunto sino all’età moderna questo presidio per la salute, ispirato in tutta evidenza a Ippocrate, vissuto in Grecia tra il V e il IV secolo a.C. e considerato il padre della medicina occidentale, per sottolineare le capacità lenitive e corroboranti di questa bevanda.

Il cui uso è ancor oggi suggerito per questi stessi scopi da tutta la tradizione contadina e soprattutto dei territori delle nostre montagne: il calore alcolico del vino unito a quello delle spezie è considerato il miglior rimedio contro i mali di stagione. E in più ricaricare il morale e fare allegria insieme. 

Ed ecco la ricetta base del vin brûlé.

Si noti la ricchezza e varietà degli ingredienti:

  • vino rosso
  • zucchero
  • chiodi di garofano
  • stecche di cannella
  • buccia di limone biologico
  • prugne secche
  • scorza di arancia essiccata
  • poca noce moscata
  • cubetti di mela renetta o cotogna
  • semi di cardamomo
  • foglie di alloro e aromi naturali.

Era ed è usanza riscaldare il vino rosso sul fuoco fin quasi a bollirlo, aggiungere poi uno-due cucchiaini di spezie e lasciare riposare una decina di minuti.

La bevanda deve essere sorbita molto calda: si beve a piccoli sorsi respirando i vapori aromatici che emana.

Il momento migliore è la sera, poco prima di andare a dormire: è proprio nel caldo del letto che si fa più efficace l’azione delle spezie e del vino caldo.

Crediti: NastasyaDay - pixabay.com, Leppäkerttu - pixabay.com 
Crediti copertina: Bru-nO - pixabay.com

Redazione

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